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February 18

News..

Un pezzo di ghiaccio si e' staccato dall'Antartico      

18 febbraio 2009
Un blocco di ghiaccio grande quanto la regione Campania si è staccato dalla banchisa Antartica di Wilkins. La notizia è giunta ieri dal sito del Consiglio Superiore per le Investigazioni Scientifiche di Spagna (CSIC).

Si tratta di un segnale chiarissimo di quello che sta avvenendo anche nelle altre aree considerate dagli scienziati dei possibili ‘punti di non ritorno’ (tipping points) come effetti del riscaldamento globale, tra cui l’area artica ricoperta di ghiaccio estivo, al centro di polemiche negazioniste, prontamente sfatate, dello scorso mese.

Il WWF ricorda che questo ultimo imponente distacco segue alcuni precedenti importanti verificatisi negli ultimi anni tra i quali quelli famosi delle piattaforme Larsen A nel 1995, un pezzo della piattaforma di Ross di 11.000 kmq, grande quanto lo stato del Connecticut nel 2000, Larsen B nel 2002 e il ghiacciaio Thwaites (5.500 kmq. una superficie grande quanto la Liguria).

Infatti, il problema della perdita di banchisa antartica soprattutto nell’area occidentale (West Antarctic Ice Sheet - WAIS -) è studiato attentamente dagli scienziati ed è noto il suo collasso progressivo e, soprattutto, accelerato rispetto ai livelli precedenti. L’imputato principale è l’incremento delle temperature medie registrato in quell’area, salito a 2.5 gradi centigradi negli ultimi cinquant’anni.

Una delle conseguenze dei distacchi di ghiacci continentali è l’innalzamento del livello dei mari, un fenomeno destinato ad accelerare e a mettere a rischio milioni di persone soprattutto nei paesi più poveri e meno attrezzati per difendersi dalle conseguenze dei mutamenti climatici.

Per il WWF è necessario che in questi prossimi mesi la politica non dorma: non occorre aspettare altri segnali per intraprendere azioni concrete nella lotta al riscaldamento globale. Il 2009 è l’ANNO DEL CLIMA che vede coinvolti proprio i leader mondiali sia al G8 in Italia che nella Conferenza sui Cambiamenti Climatici dell’ONU che si terrà a Copenhagen nel dicembre prossimo. Il WWF si augura che si arrivi alla firma di un nuovo accordo globale, Global Deal, al termine del primo periodo di azione del Protocollo di Kyoto.

Tratto da: Rainews24.rai.it

 
 
Palermo, 17 feb. (Apcom) - E' stato dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Caltanissetta contro la sentenza di assoluzione emessa dal Gip nei confronti del colonnello dei carabinieri, Giovanni Arcangioli, che era accusato di furto, aggravato dall'aver favorito Cosa Nostra, dell'agenda rossa del giudice Paolo Borsellino. Ne dà notizia l'avvocato Diego Perugini che assieme al professor Adolfo Scalfati ha assistito l'ufficiale dei carabinieri davanti alla VI Sezione penale della Cassazione. Perugini parlando con Apcom si dichiara "entusiasta per la decisione della Suprema Corte che pone fine a una vicenda che ci ha tenuto per anni con il fiato sospeso e che ha fatto soffrire tanto Arcangioli". Il legale ritiene però che nei confronti di Arcangioli adesso riprenderà corpo l'accusa di false dichiarazioni al Pm.
 
 
 
ROMA - La condanna dell'ex legale di Silvio Berlusconi David Mills a quattro anni e mezzo di carcere per aver mentito, dietro compenso di denaro, per favorire il premier, trova ampio risalto sulla stampa straniera, che dedica diversi articoli e, in alcuni casi, la prima pagina, al caso e al coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio.

"Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi" titola l'International Herald Tribune. Nel pezzo a firma di Rachel Donadio, apparso anche sul New York Times, si mostra sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia meritato l'apertura dei telegiornali serali italiani, monopolizzati dalle dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito Democratico dopo la sconfitta alle elezioni in Sardegna di Renato Soru. "Così la notizia del giorno non era la corruzione, ma il dominio sempre più esteso sull'Italia di Berlusconi", si legge sul quotidiano, che sottolinea, in un lungo e duro articolo, come da co-imputato nello stesso processo, Berlusconi sia riuscito a garantirsi l'immunità grazie al Lodo Alfano e come "in 15 anni di dominio della vita politica italiana, sia riuscito a trasformare ogni sconfitta legale in un capitale politico". E ancora: "Più Berlusconi riesce a manipolare il sistema a suo vantaggio, più italiani sembrano ammirarlo".

Ampio spazio alla sentenza su Mills sui giornali britannici. Il Guardian alla vicenda dedica diversi servizi, dalla caduta di Mills, "che dopo la tempesta giudiziaria in Italia ha cercato di mantenere un basso profilo", al Lodo Alfano, "considerato una priorità del governo Berlusconi" grazie al quale il premier ha conquistato l'immunità, "e la sentenza di ieri mostra quanto sia stato utile", anche se la Corte costituzionale, rileva sempre il quotidiano britannico, deve pronunciarsi ancora sulla sua legittimità.

Il tribunale ha riconosciuto Mills colpevole di aver accettato 600mila euro da Silvio Berlusconi, si legge sull'Independent, "in cambio di aver taciuto informazioni che avrebbero potuto danneggiare il premier". Segue un ritratto dell'avvocato, "brillante, dalle amicizie importanti, ma troppo impulsivo".
Anche sul francese Figaro si parla delle vicende giudiziarie italiane. "Lo scorso ottobre, Silvio Berlusconi si è messo al riparo della giustizia facendo approvare una legge che gli garantisce l'immunità penale durante il suo mandato alla guida del governo italiano. Immunità che non copre però il suo ex avvocato, condannato per falsa testimonianza in favore del Cavaliere", si legge sul giornale, che sottolinea come Mills non sia l'unico legale del premier ad essere condannato al carcere e cita Cesare Previti, riconosciuto "colpevole di corruzione di magistrati nell'affare Fininvest".
Per lo spagnolo El Pais, la sentenza "getta un'ombra inquietante" sul Cavaliere, mentre El Mundo richiama in prima pagina il caso Mills, "l'avvocato corrotto da Berlusconi per mentire".
 
 
 
Si attende gentile smentita.
February 01

news

di Aaron Pettinari - 31 gennaio 2009
Palermo
. “Non siamo alla bancarotta ma non si siamo neanche tanto lontani”. A lanciare l’allarme è il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia che, a margine dell’apertura dell’anno giudiziaro è intervenuto rispondendo alle domande dei giornalisti.
“E’ un anno giudiziario molto importante quello che abbiamo davanti – continua il magistrato – Si presenta però come l’anno dei tagli. Io spero che la politica e la pubblica amministrazione ci affianchino per dare più uomini e mezzi. Oggi i magistrati devono anticipare di tasca propria le spese per i trasferimenti per sentire i collaboratori di giustizia. I rimborsi sono fermi allo scorso ottobre e noi non siamo ricchissimi come i nostri imputati”. Difficoltà che si manifestano anche nel lavoro quotidiano al Palazzo di Giustizia: “C’è carenza di stampanti, di fotocopiatrici, di fax. E nel pomeriggio nelle stanze delle procure troverete solo i magistrati e non l’altro personale”.
Sull’efficienza della Procura palermitana è intervenuto anche il capoprocuratore Francesco Messineo: “Sull'efficienza della macchina giudiziaria, a Palermo, non siamo ne più indietro ne più avanti del resto d'Italia. L'eccessiva durata dei processi è un male collettivo”. “Da tutto ciò - ha aggiunto - non se ne verrà fuori se non con riforme coraggiose: come l'adeguamento del carico di lavoro alle risorse d'organico disponibili”.
I dati forniti nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Palermo, Armando D’Agati parlano di 472 magistrati in organico, con una scopertura (al 30 giugno scorso) pari al 14 per cento (66 magistrati). A soffrire maggiormente sono l'Ufficio di sorveglianza di Agrigento, con un tasso di scopertura pari al 50%; la Procura della Repubblica di Trapani (38,46% di posti vacanti con l'assenza di 5 sostituti su 13 in organico) e il tribunale di Sciacca (AG), dove mancano tre dei dieci giudici in organico, ma la situazione è drammatica in tutte le procure ed il rischio di paralisi dell’attività giudiziaria è altissimo.
Per quanto concerne la lotta alla madia D’Agati ha fatto il punto della situazione evidenziando che: “Il fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso, nel distretto di Palermo, continua ad essere una realtà di estremo rilievo, come dimostra il dato relativo ai procedimenti per il delitto di associazione mafiosa, in aumento rispetto al periodo precedente del 15%, passando ai 284 rispetto ai 248”. Un quadro in cui la mafia, mantiene il controllo sulle attività economiche, sociali e politiche del territorio, pur continuando a rimanere fedele alla strategia della “sommersione”. Una mafia comunque “pronta a far ricorso alla violenza omicida per risolvere i conflitti interni”.
Tuttavia la mafia in questi anni ha subito anche una forte contrapposizione ed è sempre D’Agati a ricordare gli ultimi risultato come l’arresto del boss Salvatore Lo Piccolo, latitante da oltre 25 anni e del figlio Sandro, ma  anche i casi crescenti di “pentitismo”. C'è ormai un patrimonio di conoscenze che consente di ricostruire una mappa aggiornata della struttura criminale con l'importante contributo di nuovi collaboratori come Francesco Franzese, Antonino Nuccio, Andrea Bonaccorso, Angelo Chianello, Gaspare Pulizzi. Dalla nuova geografia di Cosa nostra emerge come una figura di forte spessore il boss Matteo Messina Denaro, uno degli ultimi grandi uomini d'onore latitanti. Oltre a lui sono stati anche nominati soggetti come Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina, latitanti nell’agrigentino.
Una nota di merito è stata anche attribuita all’associazione “AddioPizzo” ed alle iniziative come quella portata avanti da Confindustria. “Tuttavia – osserva il presidente della Corte d’Appello di Palermo – nonostante siano in crescita i casi di imprenditori, vittime dell’estorsione mafiosa, che denunciano – pur se nella maggior parte dei casi ciò è avvenuto dopo l’acquisizione della prova d’esistenza di reato - , continuano ad essere ancora troppi i casi in cui gli imprenditori scelgono la via del silenzio”. 

December 27

Ognuno di noi....

Il Testimone
Nella città chè tutto ventre
città in assedio sotto tiro
la morte passa ed abbaia
il volto suo non ha profilo
alzò la voce il testimone
per scatenare l'innocenza
alzò la voce il testimone
nella città della speranza
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi ci salverà

Nella città chè sottomessa
città infetta dall' onore
la vita è maschera di lutto
la vita non ha più valore
alzò la voce il testimone
per scatenare l'innocenza
alzò la voce il testimone
nella città della speranza
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi ci salverà

E' nostra questa vita
è nostra la città
non sarà Cosa Nostra
che ci fermerà
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi
se non ora quando
se non qui dove
se non io se non tu
chi ci salverà...

December 05

Scoperte del 4/12/2008

Capisci di amare una persona quando la incontri, non quando la perdi o quando la vedi ovunque, semplicemente quando la incontri, per poi rincontrala di nuovo..
Il vero amore è diverso dalla fissazione su una persona..
L'amore è quando ti scopri innamorato perchè hai fatto una pazzia per amore, e non era nulla di programmato, ti viene da dentro.. E meglio ancora se tu non ti sapevi innamorato..
Ti scopri innamorato.. Vabbè e meno male che non dovevo mettere nulla di personale..
November 22

Vecchie news 2

SME: ASSOLTO BERLUSCONI
Silvio Berlusconi assolto "per non aver commesso il fatto". Tre ore giuste di camera di consiglio sono bastate ai giudici della seconda corte d'appello di Milano per decidere in senso favorevole alla difesa la sentenza di secondo grado nel processo-stralcio riguardante il solo ex presidente del Consiglio per la vicenda Sme. Per i legali della difesa si tratta di una "grande vittoria": L'avvocato Gaetano Pecorella ha parlato di un Berlusconi "molto emozionato" Questa è una grande vittoria della giustizia".Al telefono con il suo avvocato, Berlusconi non ha davvero nascosto la propria emozione, anzi commozione, secondo quanto riferito da chi era nella villa di Arcore: "Ne ho passate tante ma questa volta sono profondamente commosso. Sono 12 anni che aspetto giustizia ed ora, finalmente, è arrivata anche se con così tanto ritardo".

Mafia: assolto on. Gaspare Giudice
Parlamentare Forza Italia accusato di associazione mafiosa
(ANSA) - PALERMO, 27 APR - I giudici della terza sezione del tribunale hanno assolto il parlamentare di Forza Italia, Gaspare Giudice. Era accusato di associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta, riciclaggio ed estorsione. Gaspare Giudice ha 64 anni ed e' presidente del Comitato per la Legislazione e componente della Commissione Bilancio. Al momento della lettura della sentenza il parlamentare non era in aula..
Cooperativa Libera distrutta: gestisce terreni confiscati alla mafia
La 'ndrangheta non tollera la confisca dei beni su cui fonda il proprio potere economico. Reagisce in modo scomposto e tenta d' intimidire coloro cui quei beni vengono assegnati, nella speranza di potere riottenere un giorno, attraverso l'intervento di prestanome, la proprietà del patrimonio che ha perso. E' una situazione che ha trovato piena conferma con l'intimidazione compiuta ai danni della cooperativa agricola Valle del Marro gestita dall'associazione Libera di don Luigi Ciotti, che alla Calabria ed ai giovani impegnati contro la 'ndrangheta e' profondamente legato. Qualcuno, la scorsa notte, ha pensato di porre un freno al messaggio di legalità che i giovani di don Ciotti stanno diffondendo nella Piana di Gioia Tauro ed in tutta la Calabria. Si è introdotto in un capannone della cooperativa e lo ha devastato, distruggendo attrezzature e macchinari. Alla fine, dopo avere completato la sua opera di distruzione, ha chiuso il cancello del capannone con un lucchetto, quasi a significare la sua riappropriazione del bene che lé stato sottratto. Ma se la 'ndrangheta pensava di intimidire i giovani della cooperativa Valle del Marro e don Pino De Masi, stretto collaboratore di don Ciotti, che li guida, ha fatto male i suoi conti. Dopo che i carabinieri hanno completato il loro sopralluogo nel capannone, i ragazzi si sono messi subito al lavoro per rimettere a posto il capannone e riprendere l' attività.

Ecco.. Altro estratto da giornali "online" ..
Mafia: Il record di Provenzano, 12 ergastoli definitivi
Sono dodici gli ergastoli, ormai confermati dalla Cassazione, collezionati da Bernardo Provenzano. Altri tre ergastoli, inoltre, gli sono stati inflitti nel corso di procedimenti conclusi in primo grado. Quindici condanne a vita in tutto: un autentico record che proietta il superboss di Corleone, arrestato l'11 aprile del 2006 dopo 43 anni di latitanza, in cima alla lista dei più grandi criminali di tutti i tempi.Il primo ergastolo ad aver ricevuto il "bollo" della Cassazione, il 10 giugno 1996, dopo un complesso iter processuale, è quello inflitto a Binu nello "storico" maxiprocesso alle cosche. Il secondo, confermato dalla Suprema Corte il 21 marzo del '97, e' quello inflitto nel processo per i cosiddetti "omicidi trasversali".
La terza condanna all' ergastolo arriva il 19 dicembre del '97 e riguarda il processo per gli omicidi di Ninni Cassara' e Giuseppe Montana, i poliziotti eliminati a Palermo nell'estate dell' '85. Gli ultimi ergastoli ''definitivi" sono quelli inflitti al boss per la strage di Capaci, per la strage di via D' Amelio (nel processo cosiddetto Borsellino-ter), e nel processo per le stragi del '93, di Milano, Roma e Firenze. Provenzano e' inoltre imputato in alcuni tra i principali processi di mafia in corso a Palermo....
Altra notizia...
Corleone: festa contro Provenzano: Un anno fa nelle campagne del corleonese veniva arrestato il superboss Bernardo Provenzano. Per festeggiare la fine della latitanza del capomafia arrestato l´11 aprile 2006, la città di Corleone ha organizzato tre giorni di festa e riflessione. Dal 9 all´11 aprile si terrà la manifestazione "Voglia di libertà, storie luoghi immagini per la rinascita e la legalita". Una serie di spettacoli musicali, rappresentazioni e onorificenze che attraverseranno i luoghi simbolo del comune del palermitano.

E ancora.

Palermo: figlio del boss Genovese arrestato grazie ai "pizzini" di Provenzano :I "pizzini" trovati nel covo di Bernardo Provenzano il giorno del suo arresto continuano a svelare nuovi nomi di favoreggiatori del vecchio padrino. Il gip, accogliendo la richiesta dei pm della procura, ha ordinato l'arresto di Giovanni Genovese, 36 anni, figlio di Salvatore, capomafia di San Giuseppe Jato, da anni detenuto perché condannato per associazione mafiosa e omicidi. 
 

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